Quarto, l'ex sindaco pensa alle prossime elezioni comunali. "Io, persona perbene"
Secone non si capacita delle dimissioni dei 17 consiglieri avvenute "in un momento così delicato in cui non sappiamo ancora se la discarica nelle cave Spinelli si farà. Mi auguro che Quarto si ribelli a questi soggetti"
- PersonaSauro Secone
Nelle prossime ore arriverà il commissario prefettizio nel comune di Quarto, inviato da Prefetto Andrea De Martino. Proseguono anche le visite dei carabinieri all'Ufficio tecnico comunale e alla sede del comune in via De Nicola.
Intanto l'ormai ex sindaco di Quarto Sauro Secone, in attesa del passaggio di consegne ufficiale, ha indicato i punti dell'appello rivolto al nuovo commissario prefettizio nel corso di una conferenza stampa. «Al nuovo commissario prefettizio del Comune di Quarto, nel pieno rispetto del suo ruolo e delle sue prerogative e autonomie - dice Secone - chiedo, a nome dei cittadini, innanzitutto di continuare sulle linee a dire un no chiaro e netto alla ipotesi di localizzare una discarica provinciale a Quarto; di far rispettare i tempi di partenza del servizio di raccolta differenziata "porta a porta", inizio previsto per il 14 febbraio dalle zone di via Crocillo e via Mazzini, con il raduale ampliamento del servizio di raccolta differenziata "porta a porta" anche al resto della città di Quarto. Mi appello a lui, poi, affinché dia un seguito alle riunioni tenute con i responsabili nazionali della Protezione civile e con l'assessore regionale alla Protezione civile, Edoardo Cosenza, per ottenere l'erogazione degli ulteriori fondi per 2,5 milioni di euro per la transazione con le 72 ditte creditrici del Comune di Quarto per gli interventi dell'alluvione 2005, così come spera che dia subito il via alla Stazione Unica Appaltante per la gara d'appalto per i lavori della fogna di via Caselanno e via Seitolla per 5 milioni e mezzo di euro e completi l'iter delle procedure espropriative bonarie per consentire l'ampliamento di via Santa Maria e la realizzazione dei marciapiedi, con l'indizione della relativa gara d'appalto, mentre mi auguro che dia anche seguito alle procedure urbanistiche seguite per la realizzazione del Saut-Distretto sanitario di Quarto, garantendo il rispetto dei tempi di consegna dei lavori in fase di ultimazione per il rifacimento di via Campana, secondo lotto di intervento, e via Crocillo e, infine, in vista delle prossime elezioni amministrative provveda alla istituzione dell'Anagrafe pubblica degli eletti, come ci apprestavano a votare in giunta».
Ma Secone pensa già alle prossime elezioni comunali e non si capacita dell'azione dei 17 consiglieri: «In un momento così delicato per Quarto e per i suoi 40mila abitanti che ancora non sanno con sicurezza se la discarica nelle cave Spinelli si farà o meno è stato davvero poco opportuno dimettersi. Mi auguro, adesso, che Quarto si ribelli a questi 17 soggetti che sedevano nel Consiglio comunale e per la quarta volta consecutiva in 10 anni hanno fatto sciogliere un'amministrazione comunale democraticamente eletta. Mi auguro non solo che gli elettori aprano gli occhi e non li votino più, ma che li caccino dal Consiglio comunale una volta per tutte, visto che con questo loro gesto di dimettersi hanno mostrato di avere poco a cuore i problemi di Quarto. Non c'era più una maggioranza ed io ho commesso molti errori, ma perché questa fretta nel dimettersi, lasciando Quarto senza una guida politica in un momento così delicato? Lo spieghino ai 40mila cittadini che ormai sono amareggiati e sempre più lontani dalla politica».
Un commento durissimo per i diciassette: Leonardo Apa (Pdl), Francesco Carputo (Pdl), Eugenio Iannicelli (Pdl), Antonio Carandente Perrecca (Pdl), Armando Chiaro (Pdl), Francesco Fernandez (Pdl), Andrea Micillo (Pdl), Antonio Contini (Gruppo misto), Pasquale Di Criscio (Italia dei Valori), Guglielmo Friscia (Udeur), Giovanni Amirante (Verdi) e gli ex consiglieri di maggioranza Leopoldo Carandente Tartaglia (Gruppo misto ex Pd ed ex presidente del Consiglio comunale), Gennaro Esposito (Pd ed ex capogruppo), Michele Di Falco (Udc), Nunzio Felaco (Udc), Giuseppe Esposito (Udc), Carlo Giaccio (Udc).
Secone non nasconde contrarietà anche per i comportamenti dei singoli firmatari, come Giovanni Amirante dei Verdi, Guglielmo Friscia dell'Udeur. «A mezzanotte del giorno prima delle dimissioni, ebbi una telefonata da Borrelli, segretario regionale dei Verdi, che mi passò Amirante - spiega Secone - lui mi confermò che non avrebbe firmato con gli altri per dimettersi. Poi, invece, il giorno dopo è arrivata la pugnalata alle spalle mie e dei 40mila cittadini di Quarto. Ma perché non ha avuto il coraggio di dirlo prima? Devo ipotizzare che durante quella notte qualcosa sia cambiato e sia mutata la scena, visto che l'indomani mattina avevamo convocato una giunta che doveva discutere (come recitava l'ordine del giorno scritto e inviato a tutti gli assessori) di una delibera da adottare in materia di urbanistica. Venerdì mattina, durante la giunta, gli assessori dell'Udc ebbero una telefonata e poi, alle 12.30, vennero a protocollare le 17 firme di dimissioni. Noi abbiamo ripreso la giunta e votato comunque la delibera che blocca una concessione edilizia all'ordine del giorno».
Nel pomeriggio, poi, sono arrivati i carabinieri che hanno preso visione degli atti, mentre nei giorniscorsi i militari dell'Arma sono tornati due volte presso la sede comunale di via Enrico De Nicola e presso l'Ufficio Tecnico comunale pare, su input della Procura della Repubblica di Napoli, per degli atti relativi a questa delibera di giunta che mette uno stop ad una concessione edilizia per decine di appartamenti che erano in via di ultimazione. Per ora nessun reato ipotizzato, né anomalie né indagati, ma Secone ha chiesto di fare piena chiarezza sulla intera vicenda.
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Dopo lo scioglimento dell'amministrazione, anche diffamazioni nei confronti di Secone. «Già hanno cominciato dicendo in giro che ho acquistato 20 ville per me e per i miei familiari e che già ho firmato per la realizzazione della discarica a Quarto, ma ovviamente è solo un tentativo per delegittimarmi come politico e come uomo - continua Secone - Sono una persona perbene e non ho alcun interesse personale su questo territorio, a differenza di qualcun altro. Buttiamo fuori dal Consiglio comunale chi, invece, porta avanti solo o esclusivamente propri interessi politici personali e particolari e non pensano alla collettività. Questi 17 soggetti vogliono fare un grande calderone che metterà insieme Pdl, Udc, Udeur, Verdi, Italia dei Valori, ma come faranno a mettersi d'accordo se ognuno di loro la pensa in modo diverso? Come faranno a decidere la scelta per ridurre da 500mila a 160mila metri cubi gli interventi edilizi del Piano Casa, visto che ognuno di loro ha una visione urbanistica diversa dall'altro? Sarà un'accozzaglia elettorale che farà sprofondare Quarto in un altro baratro. L'avvocato Carandente Tartaglia è tra quelli che, umanamente, mi ha ferito di più visto che l'ho sempre difeso a spada tratta ed eravamo compagni di partito, così come Amirante può essere un Verde quanto vuole lui, ma per quanto mi riguarda sta fuori dal centrosinistra. Nessuno dei 17 firmatari delle dimissioni siederà nella nuova coalizione di centrosinistra. Faccio ammenda dei miei errori e accetto le critiche per non aver analizzato nel dettaglio i candidati nel 2007. Ma adesso non sarà più così». Per venerdì, previsto alle 18 un incontro con la cittadinanza al Teatro Corona dove Sauro Secone parlerà con i concittadini quartesi.

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