Cade l’amministrazione a Quarto: dimissioni di 17 consiglieri. Si tornerà alle urne
L'ormai ex sindaco Secone: "Perplesso dal momento che le dimissioni arrivano in un momento delicato per la città, impegnata in una comune battaglia contro la realizzazione della discarica di via Spinelli"
- LuogoQuarto
È stata sciolta questa mattina l'amministrazione di Quarto, guidata dal sindaco Sauro Secone. Verso mezzogiorno diciassette consiglieri comunali (11 dell'opposizione e 6 della maggioranza di centrosinistra) hanno rassegnato le contestuali dimissioni dalla carica di consigliere. L'atto è stato sottoscritto alla presenza di un notaio e protocollato nelle mani del segretario comunale, Amedeo Rocco.
Quarto, quindi, tornerà alle urne alla prima tornata utile, dopo ben tre anni e mezzo di consiliatura. I firmatari delle dimissioni sono stati i consiglieri di opposizione Leonardo Apa (Pdl), Francesco Carputo (Pdl), Eugenio Iannicelli (Pdl), Antonio Carandente Perrecca (Pdl), Armando Chiaro (Pdl), Francesco Fernandez (Pdl), Andrea Micillo (Pdl), Antonio Contini (Gruppo misto), Pasquale Di Criscio (Italia dei Valori), Guglielmo Friscia (Udeur), Giovanni Amirante (Verdi) e gli ex consiglieri di maggioranza Leopoldo Carandente Tartaglia (Gruppo misto ex Pd ed ex presidente del Consiglio comunale), Gennaro Esposito (Pd ed ex capogruppo), Michele Di Falco (Udc), Nunzio Felaco (Udc), Giuseppe Esposito (Udc), Carlo Giaccio (Udc).
«Gli interessi in questa città sono stati sempre forti e, evidentemente, gli interessi personali e i poteri forti hanno forse determinato questa decisione di dimissioni di massa, il cui significato pieno mi appare oscuro e nebuloso e su cui mi auguro che indaghi la Procura della Repubblica - dice con amarezza l'ormai ex sindaco Sauro Secone - Ci sono molte cose che mi lasciano perplesso, dal momento che le dimissioni arrivano in un momento delicato per la città, impegnata con i suoi 40mila abitanti in una comune battaglia bipartisan e pacifica contro la realizzazione della discarica in una delle cave di via Spinelli. Diecimila persone sabato scorso hanno chiesto a noi politici e amministratori di far sentire la loro istanza civile di diniego alla discarica, come lo stesso hanno fatto i parroci e la Diocesi di Pozzuoli. Un messaggio ribadito anche appena l'altra sera nel Consiglio comunale straordinario e plenario. Adesso si è scelto in modo inopinato e irresponsabile di far perdere alla città di Quarto un punto di riferimento istituzionale. Le dimissioni di questi consiglieri comunali non hanno nulla a che vedere con la questione discarica, né sono motivate da fattori politici».
Secone ribadisce il suo continuo impegno per lottare contro l'apertura della discarica: "Da privato cittadino continuerò ad essere in prima linea al fianco dei comitati antidiscarica". «Mi sono battuto con i miei consiglieri in prima persona contro la discarica non solo a Quarto ma in tutti i Campi Flegrei e l'ultimo atto ufficiale risale a ventiquattro ore fa, con un documento congiunto votato per acclamazione dai consigli comunali di Quarto, Bacoli, Monte di Procida e Pozzuoli in cui si chiede alla Provincia di rivedere il piano che prevede l'uso della cava di Quarto come discarica. I cittadini, però, devono ricordare che dal 2000 al 2011 è il quarto scioglimento anticipato per dimissioni dei consiglieri comunali che avviene nel nostro Comune, un caso unico in Italia, su cui aprire una serena riflessione. Una situazione di preoccupante ingovernabilità che ha caratterizzato giunte di tutti i colori politici».
Sauro Secone era stato eletto nel maggio del 2007, sindaco al primo turno con più del 56 percento dei consensi, a capo di una coalizione di centrosinistra composta da Ds, Margherita, Udeur, Verdi, Socialisti, Prc, Italia dei Valori.
Ancora oscure, per adesso, restano le motivazioni politiche di tale scelta. «Abbiamo liberato la città da questa amministrazione che non si è mai retta su una logica politica - afferma Eugenio Iannicelli del Pdl, lo stesso che, con un gruppo di colleghi si è sospeso dal partito per la questione discarica. L'amministrazione - prosegue Iannicelli - non è stata in grado di gestire al meglio anche i rifiuti e non ha mai effettuato la differenziata». Ma le parole di sgomento arrivano anche dai giovani. «Quello che è successo oggi è evidentemente il frutto di una crisi politica nazionale e locale di cui centro destra e centro sinistra sono i responsabili da anni - afferma il presidente della consulta giovanile di Quarto, Giorgio Rollin. I 17 dimissionari in questa circostanza si sono presi tutte le responsabilità di mandare un commissario prefettizio a Quarto che con molta probabilità non opporrà alcuna opposizione alla realizzazione della discarica. Accade così che il teatrino della politica locale continua a stupirci giorno dopo giorno - chiosa ancora Rollin». Ma per quanto riguarda la battaglia della discarica i giovani non hanno intenzione di tirarsi indietro: «La consulta dei giovani - dice il presidente - sarà in prima linea insieme ai comitati e a tutti quelli che vorranno difendere il nostro territorio da questo ennesimo scempio ambientale; per ribadire il nostro no alle discariche e proporre un nuovo ciclo dei rifiuti ad impatto zero, non più basato su discariche e inceneritori di morte ,ma su differenziata porta, in modo da creare occupazione sui nostri territori, e un grosso sito di compostaggio riguardante tutto il comprensorio flegreo».
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Disaccordo anche da parte del commissario regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli che non ha condiviso queste dimissioni. «Non sono stato né coinvolto - dice Borrelli - né tantomeno ho condiviso questa scelta. Non credo sia una cosa giusta, la trovo una cosa sbagliata e fuori luogo. Non la sostengo affatto. Secone - prosegue Borrelli - sta facendo una battaglia ecologica e pienamente condivisibile». Intanto c'è un atto, che riguarda le dimissioni dei consiglieri Verdi, che valuteranno gli organismi di verifica del partito. Inspiegabile per molti la motivazione dell'Udc, che fino ad un giorno prima era in maggioranza e la mattina dopo ha deciso di essere l'ago della bilancia per far cadere l' amministrazione.

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