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Alberghiero a Monterusciello, la protesta non si ferma

Gli studenti dell'Ipsar Petronio danno un ultimatum alla dirigenza: "Quindici giorni per riformare l'orario". Assemblea permanente in palestra, oltre 880 ragazzi. Presenti anche i genitori

Studenti nella palestra dell'istituto

Nemmeno le segnalazioni della polizia li ha fermati. Sono gli studenti dell'istituto Ipsar Petronio di Monterusciello che, anche stamattina, hanno continuato la protesta nonostante l'occupazione sia finita. La cosa che non va proprio giù agli studenti è di uscire da scuola alle 19.00 e per questo non vogliono abbandonare la protesa iniziata qualche giorno fa.

Stamattina gli alunni dell'alberghiero di Monterusciello non sono entrati, al suono della campanella si sono recati tutti in palestra per dare inizio a un'assemblea permanente. La discussione tra i ragazzi è stata partecipatissima, oltre ottocento gli studenti presenti e molti genitori, molti dei quali hanno anche preso la parola a sostegno degli alunni.

«Se non c'è la struttura per il momento, se la sede non è agibile – tuona Agostino Alboretto, il rappresentante degli studenti – allora noi non vogliamo fare i doppi turni si crei una soluzione alternativa». Non solo un'assemblea ma anche un documento, firmato e sottoscritto dagli studenti, indirizzato al Dirigente Scolastico Luigi Arionte.

Un documento forte, che da un ultimatum alla scuola: quindici giorni di tempo per riformare l'orario. La richiesta degli studenti, infatti, è quella di tornare al metodo della rotazione, dove le classi escono poco più tardi ma fanno un giorno di festa a turno, affinché l'orario sia distribuito su tutte le classi, senza che il suono della campanella finale scocchi alle 19.00. Intanto il Dirigente Scolastico non si è fatto ancora vivo con gli studenti e non gli ha dato nemmeno una risposta.

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«Le nostre denunce – continua Agostino – non sono riuscite a frenare la protesta dei ragazzi, che sono pronti a tutto. Abbiamo parlato con i collaboratori del preside e abbiamo consegnato il documento in presidenza. La situazione deve sbloccarsi e diamo quindici giorni di tempo alla scuola – tuona ancora il rappresentante degli studenti. Possiamo anche rientrare a scuola, ma ci devono dare la garanzia che tra quindici giorni finirà quest'orario insostenibile».

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