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Monterusciello, il palazzo fantasma al lotto 15

Continua il nostro viaggio tra le case di Monterusciello. Lotto 15, un palazzo completamente isolato. Il 1988 la prima denuncia sui giornali, ad oggi nessun miglioramento

LOTTO 15. Sette palazzi, tra Via Rocco Galdieri e Via Monterusciello. Costruiti con lo stesso metodo di tutti gli altri lotti: prefabbricati. Molti di questi, però, non sembrano presentare innumerevoli problemi, a parte quelli che a Monterusciello sono diventati difficoltà di tutte le strutture: l'umidità e le infiltrazioni d'acqua. Di questi sette palazzi, però, solo sei sono posti l'uno vicino all'altro. Il settimo dista svariate centinaia di metri, abbandonato in un terreno tra piante ed alberi, dove ad accompagnare i residenti è solo una piccola stradina. Una visione quasi spettrale: un incrocio; a sinistra il resto dei palazzi, diritto una strada che porta alla tangenziale, a destra asfalto e in lontananza l'enorme palazzo, circondato di erbacce da destra e da sinistra. "Se qualcuno si sente male qua ci rimangono?" dice una signora, affacciata dal balcone. Una decina di famiglie, nemmeno. All'ingresso del palazzo la pavimentazione sta quasi per sollevarsi del tutto, buona parte delle mattonelle che furono applicate negli anni ottanta ormai non reggono più. Le crepe sono visibili ad occhio nudo.

Come ogni palazzo costruito dopo il bradisismo e adibito a casa popolare, parte delle pareti sono di materiale grezzo e progressivamente si stanno separando. Il soffitto nell'androne cade a pezzi, forse fatto in pannelli di cartongesso. Quasi tutti i balconi sono arrugginiti, con il concreto pericolo di un cedimento. Ci sono delle crepe sulle pareti esterne, fatte probabilmente di proposito per evitare l'umidità e far asciugare i muri. Ma, purtroppo, non sono solo i problemi strutturali per uno dei palazzi più desolati del megaquartiere. Il settimo palazzo del Lotto 15, infatti, è anomalo. Tutti gli altri palazzi dei lotti appaiono sempre uno vicino all'altro, proprio per dare la concezione all'abitante di non essere solo, in quella condizione precaria. Il settimo palazzo, invece no. È stato concepito in modo diverso dagli altri. I quasi trecento metri d'asfalto che lo precedono sono provvisti di lampioni, ma spesso e volentieri mal funzionanti. Lumi non funzionanti anche all'entrata del palazzo. Nelle peggiori condizioni dieci famiglie restano al buio pesto. Il cancello, forse non c'è mai stato, cerca di ricordare qualche residente, sconfortato dall'assenza delle svariate amministrazioni ma non ancora intenzionato ad arrendersi. La ditta "Romeo Costruzioni Spa", che prima gestiva il patrimonio immobiliare, forse di qui non c'è mai passata. Di questo palazzo già accennò qualche problema strutturale il giornalista Giuseppe D'Avanzo, nelle pagine del quotidiano La Repubblica in un articolo proprio su Monterusciello. Era il 19 marzo. Del 1988, però. Da allora la condizione è solo peggiorata.

Tutti gli articoli sui problemi di Monterusciello a Pozzuoli

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